L' isolamento acustico delle abitazioni, specie se non previsto in fase di costruzione, come negli edifici costruiti fino ad alcuni anni fa, è una materia piuttosto complessa per il fatto che vi sono molte variabili.
Prendiamo ad esempio l'isolamento acustico a Chivasso di una stanza dal rumore proveniente da un locale adiacente e cerchiamo di capire come viene trasmesso.
L' onda sonora che colpisce una parete subisce il seguente processo: una parte viene riflessa tornando nella stanza stessa sottoforma di riverbero, una parte viene assorbita e dissipata trasformandosi in energia termica e meccanica (termica in quanto fa vibrare le particelle del muro che sfregandosi tra di loro si surriscaldano) e una terza parte viene trasmessa appunto nel locale adiacente.
Il problema è rappresentato da questa terza parte che bisogna attutire il più possibile incrementando il potere fonoisolante della parete e dove possibile anche quello di pavimenti e solai in quanto vibrano anche essi contribuendo a trasmettere i rumori.
Il potere isolante di un materiale (Rw) è espresso in decibel, ad esempio se in una stanza abbiamo un rumore di 80 dB ipotizzando che esso si trasmetta solamente attraverso la parete divisoria (purtroppo non è così, da qui la complessità di cui si parlava all' inizio) ed ipotizzando che questa parete abbia un abbattimento acustico di 50 dB, nel locale adiacente arriveranno 80-50 =30 dB.
La legislazione italiana impone un RW di almeno 50 dB tra le pareti.
Nel praticare questi interventi si deve applicare il cosiddetto sistema "massa molla massa" che consiste nel frapporre tra due elementi rigidi (con massa) che potrebbero essere due muri con camera d'aria aria oppure un muro con parete di cartongesso costruita distaccata, un elemento centrale fonoassorbente (es. lana di vetro o lana di roccia), che contribuisce a dissipare energia sonora ad un livello maggiore di quello che si avrebbe applicando la sola legge della massa.
Ci sono, inoltre, due cose importanti da tenere conto: la prima è che l'isolamento acustico di una parete non si ricava dalla somma delle RW dei vari strati che la compongono, (come succede con l' isolamento termico) ma dipende da come interagiscono tra di loro i sistemi massa molla massa, la seconda è che applicare solamente un materiale fonoassorbente nel locale di ricezione del rumore non crea giovamento, lo crea invece se applicato nel locale di produzione del rumore diminuendo le riflessioni interne e quindi assorbendone una parte già in origine.
Le stesse leggi valgono per le trasmissioni dei rumori attraverso i solai che si interpongono tra il solaio ed il massetto. In questi casi vengono posate le piastrelle e  sul massetto viene applicato un materiale fonoassorbente resistente alla compressione (nuovamente perciò massa molla massa). In eventualità di questo genere è consuetudine considerare il coefficiente Lnw che rappresenta il livello di rumore da calpestio (più basso è migliore è la prestazione) .

Da quanto detto sopra perciò i “rumori dei vicini” in alloggi già costruiti non potranno mai essere eliminati del tutto se non isolando pareti, soffitti e pavimenti con lavori molto costosi, ma potranno comunque essere notevolmente attutiti isolando anche la sola parete divisoria con la tecnica illustrata in questo articolo.

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Pagetto Paolo sas