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Il blog di Pagetto Paolo Ceramiche > Deumidificazione muri a Chivasso

Deumidificazione muri a Chivasso

Il problema della deumidificazione si presenta nelle ristrutturazioni di edifici storici e strutture architettoniche costruite ancora con  muri portanti in mattoni o in mattoni e pietra a contatto con il terreno.

In questi muri l’umidità presente nel terreno sale attraverso di essi per capillarità fino ad un altezza che può arrivare da 1 a 1,5 metri fuori terra, così facendo trascina con sé i sali presenti nella calce usata per legare tra di loro i mattoni e li porta fino all’intonaco.

Il problema si presenta nel momento in cui, una volta saliti in superficie, i sali si asciugano e cristallizzandosi aumentano di volume provocando il noto sfarinamento  superficiale dell’intonaco.

La migliore soluzione per la deumidificazione muri a Chivasso è quella degli intonaci deumidificanti, ovvero macroporosi abbinati nei casi più drastici a “barriere chimiche” da iniettare alla base della muratura in cattivo stato.

Si procede stonacando la muratura fino a circa mezzo metro sopra le tracce di umidità (in genere al massimo fino a 2 metri. in totale fuori terra), e reintonacando la muratura con intonaci deumidificanti. Le principali marche usate in situazioni di questo genere sono: Weber.san evoluzione della SAINT GOBAIN Weber; POROMAP della MAPEI, CALIBRO della VOLTECO oppure Biocalce e Benesserebio della KERAKOLL. Questi ultimi due prodotti essendo a base di calce naturale NHL sono particolarmente adatti anche per lavori dove sia presente la sovrintendenza ai monumenti.

I macropori presenti negli intonaci deumidificanti hanno la duplice funzione di far traspirare l’umidità che man mano sale e di dare spazio ai sali in modo che possano aumentare di volume mentre cristallizzano, senza fare disgregare l’intonaco.

Nei casi più gravi si può anche iniettare del liquido tramite fori fatti circa ogni 20 cm nella muratura che indurendo forma una barriera alla base impedendo a buona parte di umidità di passare. Ovviamente un prodotto non esclude l’altro, servirà sempre applicare uno strato di intonaco al di sopra come supporto. I sistemi di barriera chimica più usati sono: TRIPLEZERO della ditta VOLTECO e MAPESTOP CREAM della ditta MAPEI.

Un procedimento assolutamente da evitare è quello  di cercare di coprire le macchie di umido con rivestimenti in pietre, piastrelle, perline o altro. Questo ha il solo scopo di tenere l’umidità dentro la muratura che andrà poi in poco tempo ad uscire in altre zone, sopra il rivestimento o dall’altro lato. Anche l’esecuzione del così detto “vespaio”non risolve il problema. Il “vespaio” può risolvere il problema dell’umidità nel pavimento, ma il muro dalla base continua ad assorbire l’acqua presente nel terreno.

Siamo disponibili per consulenze tecniche in cantiere.

PAGETTO PAOLO SAS

Il blog di Pagetto Paolo Ceramiche > Sistemi antisfondellamento a Chivasso

Sistemi antisfondellamento a Chivasso

Il  distacco dell’intonaco dai soffitti e la conseguente caduta di parte dei blocchi di alleggerimento di grandi dimensioni è un problema sempre più diffuso specialmente negli edifici costruiti negli anni ‘60 – ‘70.

I principali sistemi per mettere in sicurezza questi solai sono principalmente due:

  • Controsoffitti in cartongesso antisfondellamento;
  • Rifacimento intonaco con malte antisismiche armate con rete.

Nel primo caso si procederà eseguendo il controsoffitto con il sistema della doppia orditura fissata al soffitto anziché con la normale pendinatura con barre filettate M6 del diametro di 6mm avendo l’accortezza di usare lastre particolarmente resistenti. Per gli interventi effettuati realizzando i controsoffitti possono andare bene anche le lastre antincendio fibrate sp.15mm (esistono sistemi già collaudati e certificati delle varie ditte Knauf, Gyprok, ecc.. )

Nel secondo caso invece si procederà come segue:

  • Rimuovere il vecchio intonaco fino ad arrivare ai blocchi puliti;
  • Ricostruire eventuali parti dei travetti danneggiati con malte strutturali (tipo GeoLite Kerakoll);
  • Riempire i fori lasciati dagli eventuali blocchi distaccati con un isolante (polistirolo ad esempio) incollato con colle per cappotto (tipo Keraclima e Kerakoll)
  • Eseguire il nuovo intonaco con una malta certificata (tipo GeoCalce antisismico Kerakoll) annegandovi una rete per rinforzi strutturali (tipo Geo GRID 200 Kerakoll in fibra di basalto).
  • Rifinire con pitture o tonachini

In realtà esiste un terzo caso che è quello in cui il soffitto è ancora in buono stato con l’intonaco non distaccato. In situazioni del genere si può eseguire un intervento di sola rasatura con rete strutturale, in questo caso è ottimo il sistema della MAPEI chiamato “MAPEWRAP EQ System” che consiste nel rasare l’ intonaco esistente (dopo averlo sverniciato) con l’adesivo poliuretanico MAPEWRAP EQ ADHESIVE annegandovi una rete bidirezionale in fibra di vetro MAPEWRAP EQ NET. Il tutto può essere successivamente rifinito con normali tonachini e pitture.

Siamo disponibili per consulenze tecniche.

PAGETTO PAOLO SAS